Centro aziendale Kaggio

Una storia lunga e travagliata quella del complesso aziendale Kaggio, sito in una delle zone calde della Sicilia e utilizzato negli anni 80 dal clan dei corleonesi come strumento per il riciclaggio dei soldi sporchi di Cosa nostra, sequestrato dalla magistratura nel 1994 e confiscato definitivamente nel 1996.

Il bene tuttavia è rimasto abbandonato all’ incuria e all’ opera dei vandali, alimentando quel luogo comune che vede la mafia come generatrice di occupazione e lo Stato incapace di governare il territorio. Quindi ben presto il bene è divenuto simbolo dello Stato che perde nei confronti della mafia.

Il complesso immobiliare, costituito da tre capannoni confiscati siti in un’area estesa 15000,00 mq assegnato nell’Agosto 2009 al Consorzio Sviluppo e Legalità, verrà destinato a Centro aziendale e di sperimentazione al servizio delle attività consortili sui beni confiscati.

In particolare l’intervento progettuale, grazie al finanziamento del Programma operativo nazionale Sicurezza per lo sviluppo Obiettivo convergenza 2007 2013 cofinanziato dall’Unione europea prevede, oltre al recupero edilizio, la rifunzionalizzazione del bene architettonico da destinare a centro aziendale delle Cooperative che gestiscono per conto del Consorzio il complesso dei terreni agricoli confiscati ai “corleonesi”, naturale completamento della filiera già gestita dalle stesse.

Quindi un primo capannone verrà utilizzato come ricovero per i mezzi e le attrezzature agricole delle Cooperative che gestiscono le terre del Consorzio. Si recupereranno altresì parte dei vinificatori in acciaio collocati nel piazzale esterno, da riadattare a silos per la conservazione di grano e legumi.

Nell’altro capannone verrà allestita un’aula didattica polifunzionale e un centro sperimentale per la valorizzazione dei prodotti agricoli provenienti dalle terre confiscate alla mafia. In particolare in ordine all’aula multimediale/centro congressi si vuole creare uno spazio che potrà divenire un punto di riferimento nel comprensorio per lo svolgimento di convegni, incontri sui temi di maggiore interesse sociale, culturale, d’attualità e per fare conoscere, in particolare alle scuole, il progetto di riutilizzo dei beni confiscati nell’Alto Belice Corleonese.

In ordine al centro sperimentale per la valorizzazione dei prodotti agricoli provenienti dalle terre confiscate alla mafia che sarà gestito dall’Istituto regionale della vite e del vino della Regione Sicilia per dare assistenza e consulenza alle cooperative che si occupano di produzione agricola sui beni confiscati al fine di migliorarne ulteriormente la qualità, verranno arredati e attrezzati i locali esistenti per il perseguimento della citata finalità.