Cooperativa Placido Rizzotto Libera Terra

La Cooperativa Placido Rizzotto nasce nel Novembre 2001 ed è la prima cooperativa di giovani costituita per la gestione delle terre confiscate alla mafia site nel territorio dei Comuni del Consorzio Sviluppo e Legalità ove effettua l’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati, creando opportunità occupazionali ispirandosi ai principi della solidarietà e della legalità. Il metodo di coltivazione scelto sin dall’inizio è quello biologico e le produzioni sono tutte artigianali, al fine di garantire la bontà e la qualità dei prodotti che conservano il sapore antico della tradizione siciliana.

Il percorso per la sua costituzione, reso possibile grazie allo straordinario impegno e alla collaborazione efficace tra soggetti istituzionali e dell’associazionismo antimafia, quali il Consorzio Sviluppo e Legalità la Prefettura di Palermo e l’Associazione Libera, muove i primi passi nel Luglio 2001, con la pubblicazione di un bando per la selezione di 15 giovani disoccupati ai fini della costituzione di una cooperativa per la gestione delle terre confiscate del Consorzio Sviluppo e Legalità. 
Dopo 3 mesi di intenso percorso formativo, coordinato da Italia Lavoro e dall’Associazione Libera, il 22 Novembre 2001 nasce la Cooperativa sociale Placido Rizzotto – Libera Terra ed inizia la coltivazione dei 155.54.30 ettari di terreni, confiscati a boss del calibro di Brusca e Riina, e, sin a quel momento lasciati in totale stato di abbandono. I mesi successivi sono molto concitati: si attiva la sede operativa, grazie ad un contributo di Coopfond vengono rimessi in marcia i trattori confiscati ad alcuni prestanome di Riina e vengono seminati i primi terreni. Finalmente, l’otto luglio 2002, inizia il raccolto del grano della speranza: a Corleone, nella Valle del Gorgo del Drago, teatro delle battaglie del giovane segretario della Camera del Lavoro, Placido Rizzotto, prende avvio la trebbiatura del frumento seminato su quelle terre rese particolarmente fertili dagli anni dell’abbandono. Da allora, nonostante le non poche difficoltà, la lucida follia dei soci tanto olio di gomito, idee e una bella dose di buona volontà, i ragazzi e le ragazze della Cooperativa continuano a credere ed impegnarsi nel Progetto di recupero delle terre confiscate alla mafia.
La coltivazione biologica eseguita sui terreni assegnati alla cooperativa si ispira alle tradizionali e storiche scelte colturali dell’entroterra palermitano prevedendo la rotazione quinquennale di grano duro, leguminose da granella (ceci, lenticchie, cicerchie), grano duro, melone o pomodoro, grano duro. Tutte le colture sono eseguite completamente in asciutto, ovvero senza il ricorso ad acqua irrigua, grazie alla natura argillosa dei terreni. La zona in cui opera la Cooperativa Placido Rizzotto, quella dell’Alto Belice Corleonese, è particolarmente vocata per la produzione di uva da vino. Tutti i vigneti della cooperativa ricadono nel territorio della D.O.C. di Monreale e grazie all’aiuto di Slow Food stanno lentamente tornando produttivi. Infatti, se il recupero di un seminativo è molto semplice, il ripristino di un vigneto distrutto è un’impresa ardua sotto il profilo tecnico ed economico. Attualmente la cooperativa Placido Rizzotto è impegnata nel recupero di 18 ettari di vigneto reimpiantati con vitigni autoctoni come il Catarratto ed il Grillo per i bianchi e il Nero d’Avola ed il Perricone per i rossi, ed alloctoni come lo Chardonnay per i bianchi ed il Cabernet Sauvignon, Sirah ed il Merlot per i rossi. Altri 9 ettari coltivati a Catarratto e Trebbiano sono già pienamente produttivi. La Cooperativa Placido Rizzotto – Libera Terra oltre a terreni agricoli gestisce anche l’agriturismo “Portella della Ginestra”, il Centro Ippico “Giuseppe Di Matteo”, e la Cantina Cento Passi strutture confiscate a Bernardo Brusca e ristrutturate grazie all’intervento del PON Sicurezza del Ministero degli Interni.

La Cooperativa aderisce a Libera, Associazioni, nomi e numeri contro le mafie e al CONAPI, Consorzio nazionale di apicoltori e agricoltori biologici.